Nero scendi
leggero dagli occhi,
veloce prenditi
quello che resta
di questo frutto
acerbo chiamato passato,
riempi di sale e
cristallo le vecchie ferite,
salviamoci
adesso che è il nostro momento.
Solca di freddo
le guance,
cobalto prenditi
quello che siamo
prima che il
vento ritorni,
guarisci i segni
di un fuoco bagnato,
perdiamoci
adesso che è ancora buio.
Riflesso mi vedo
nella tua linfa,
nero cobalto
disteso
avvolto in un
fascio di carne e respiri,
sboccia per me
fiore di tenebra,
perfetto riscendi leggero
dagli occhi.
